Collegio IP.AS.VI. di Brescia


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Risposte Quesiti

Risposte a quesiti frequenti


Da tempo giungono al Collegio domande ricorrenti di carattere professionale, legale, fiscale e relative all'attività libero professionale.
Le risposte saranno a cura del Presidente del Collegio, in collaborazione con i Consiglieri e, quando ritenuto necessario, con altri professionisti nostri consulenti.

La documentazione integrale è comunque a disposizione presso la sede del Collegio.

Nuova Polizza Responsabilità Patrimoniale

La Federazione Nazionale Collegi IPASVI ha attivato una nuova Convenzione Assicurativa volta a garantire la Responsabilità Patrimoniale per colpa grave: questa garanzia è particolarmente utile per gli iscritti che si trovano in posizioni apicali (dirigenti, coordinatori) più soggetti a rischi patrimoniali piuttosto che materiali.
La nuova convenzione si affianca alla polizza per "responsabilità civile professionale", leggi le differenze di seguito nel quesito del mese.

Quesito e risposta di un iscritto
Per maggiori informazioni consultare il sito: http://www.ipasvi.it/norme-e-codici/polizza-rc/polizza-dirigenti.htm

Quesito del mese

Quesito: vorrei sapere se per quanto riguarda il trattamento del TFR ci sono possibilità di accedere ad un fondo di categoria di infermieri e se si, quali vantaggi ci sono rispetto ad un qualsiasi fondo in agenzia di assicurazioni.


Risposta:

come noto, rispetto alle normative precedenti, per le quali il pensionato percepiva una pensione molto vicina allo stipendio di lavoratore (sistema retributivo), con la nuova normativa del sistema "contributivo" un pensionato percepirà una pensione notevolmente più bassa dello stipendio che aveva da lavoratore. Pertanto un fondo pensione (come il Fondo Sanità) al giorno d'oggi permette di integrare, viste le previsioni, la pensione futura e consente di integrare dei versamenti negli anni precedenti al pensionamento, in modo che da pensionato si arrivi a percepire mensilmente una rendita pari allo stipendio.
Rispetto al Trattamento di Fine Rapporto (TFR) la scelta dipende dalla data di assunzione. Per i lavoratori di prima occupazione successiva al 28.04.93 si prevede l'integrale destinazione del TFR al Fondo Pensione "Fondo Sanità". Negli altri casi (lavoratori di prima occupazione precedente al 28.04.93 e non ancora iscritti a previdenza complementare), le quote di TFR da destinare al Fondo sono determinate dal lavoratore il quale può decidere se versare tutto il suo TFR, o la quota minima definita dalla contrattazione collettiva o, almeno il 50%, nel caso in cui quest'ultima non preveda il versamento del TFR.
La scelta di non conferire il TFR ad una Fondo complementare è revocabile in qualsiasi momento. Il TFR eventualmente già accantonato in azienda non viene assolutamente toccato e continua ad essere gestito dal datore di lavoro secondo le regole vigenti (cfr. 2120 cod. civ.).
Ma come nasce e cos'è il Fondo Sanità?
Il Consiglio di Amministrazione dell'Enpapi, la Cassa di Previdenza della nostra professione, ha deliberato, nel 2007, l'adesione al "Fondo Sanità", cioè al fondo di previdenza complementare per le professioni sanitarie, mettendo in campo, fin da subito, tutte le risorse necessarie ad estendere tale ulteriore forma di tutela anche ai Professionisti iscritti agli Albi tenuti presso i Collegi Provinciali IPASVI, a prescindere dall'esercizio della professione in forma autonoma e, quindi, anche ai lavoratori dipendenti.
Diretta conseguenza è stata l'adesione della Federazione Nazionale dei Collegi Provinciali IPASVI, intervenuta nel mese di dicembre 2007, che ha concretizzato tale possibilità.
L'Assemblea del Fondo Sanità ha, successivamente, approvato l'adesione della Federazione IPASVI e la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP) ha approvato, il 31 luglio 2008, l'approvazione delle conseguenti modifiche dello statuto del Fondo che, nel frattempo, ha accolto, al suo interno anche l'Ente di Previdenza e Assistenza dei Farmacisti (ENPAF), insieme ai Medici, ai Dentisti e, naturalmente, agli Infermieri.
Il "Fondo pensione complementare a capitalizzazione per gli esercenti le professioni sanitarie", denominato, per brevità, Fondo Sanità, è nato con lo scopo di erogare trattamenti pensionistici complementari del sistema previdenziale obbligatorio.
Fondo Sanità è un fondo pensione negoziale (istituito in forza di accordi e destinato agli appartenenti di un singolo ambito/comparto: gli esercenti le professioni sanitarie i cui Enti Previdenziali di categoria ne hanno deliberato l'adesione), che opera in regime di contribuzione definita (l'importo della pensione complementare non è definito a priori ma dipende dalla contribuzione versata e dai relativi rendimenti).
L'interessato che, dopo aver visionato lo Statuto e la Nota informativa del fondo, intenda iscriversi, deve compilare il modulo di adesione indicando la quota di contribuzione che intende versare e la linea di investimento prescelta.


Fondo Sanità mette a disposizione 3 linee di investimento (comparti):

- SCUDO: portafoglio orientato verso un'attività a basso rischio e di pronta liquidabilità.
" Grado di rischio: basso
" Orizzonte temporale: breve/medio periodo (fino a 10 anni)
- PROGRESSIONE: composizione bilanciata in titoli di debito e di capitale
" Grado di rischio: medio
" Orizzonte temporale: medio/lungo periodo (oltre 5 anni)
- ESPANSIONE: portafoglio orientato verso titoli di capitale
" Grado di rischio: medio/alto
" Orizzonte temporale: medio/lungo periodo (oltre 10 anni)

I contributi versati, incrementati dai rendimenti accumulati, formano il montante contributivo individuale dal quale dipenderà l'importo della pensione complementare che si percepirà in futuro.
La pensione complementare si ottiene nel momento in cui matura il diritto a pensione nel sistema obbligatorio di primo livello a condizione che la partecipazione al fondo sia di almeno 5 anni. Le prestazioni pensionistiche possono essere erogate in capitale (prestazione in un'unica soluzione erogabile fino ad un massimo del 50% del montante finale accumulato) ed in rendita (prestazione periodica).
I benefici fiscali per chi aderisce a Fondo Sanità sono consistenti: i versamenti infatti sono oneri deducibili in capo all'iscritto per un importo annuale complessivamente non superiore a 5.164,57 euro. Per i familiari a carico i versamenti sono deducibili dal reddito IRPEF del "capofamiglia", sempre nel limite complessivo di 5.164,57 euro; la deducibilità fiscale, peraltro, è indipendente dalla detrazione di imposta IRPEF del 19% per le Polizze Vita eventualmente stipulate dall'iscritto prima del 1° gennaio 2001. Inoltre la tassazione della rendita vitalizia del 15% è ridotta dello 0,30 per ogni anno eccedente il 15° anno di partecipazione fino ad arrivare al 9%.
Inoltre il COVIP ha pubblicato nel 2011 i dati dell'ISC (Indicatore Sintetico dei Costi) da cui si può desumere che investire in Fondo Sanità rispetto ad altri Fondi complementari può comportare un risparmio, a seconda dei diversi comparti di riferimento, dai 12.000 ai 40.000 euro in 30 anni di contribuzione. Questi dati sono certificati da un organismo indipendente, quindi ufficiale, e va precisato che il Fondo Sanità non ha nulla da invidiare, per quanto riguarda i rendimenti, ai Fondi aperti.
La partecipazione al fondo è libera e volontaria.



Recapiti utili
Sito internet del fondo: www.fondosanita.it
Indirizzo e-mail: SEGRETERIA@FONDOSANITA.IT
Telefono: 06/ 48294333/337
Fax: 06/ 48294284

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